Nutriscan AI

La sfida

L’Italia è leader in Europa per il consumo di integratori e per questo mercato è prevista una crescita dell’9% annuale, con un mercato globale che oggi vale circa 160 miliardi di dollari. Secondo alcune stime raggiungerà, in Italia, la cifra di 17 miliardi di dollari nel 2030, sotto la spinta dell’aumento della popolazione anziana; ad oggi il 70% delle persone che acquista questi prodotti lo fa su iniziativa personale, presso farmacie e parafarmacie, senza una valutazione accurata. Questo crea da un lato un mismatch tra reale fabbisogno e supplementazione, e dall’altro un ritardo tra approvvigionamento e offerta di prodotti da parte delle aziende. 

L’obiettivo del progetto è quello di sviluppare un’applicazione che, tramite riconoscimento di immagini di alimenti e analisi degli stessi attraverso l’intelligenza artificiale, tenga traccia dell’introito di macro e micronutrienti ingeriti dall’individuo e consigli eventuali prodotti agroalimentari della filiera locale, fino a integratori specifici per prevenire eventuali carenze o alterazioni potenzialmente dannose del microbiota intestinale. Quest’ultimo, “hot topic” in medicina, è infatti pesantemente influenzato dal tipo di alimentazione e le sue alterazioni sono correlate allo sviluppo di patologie croniche. 

Ad oggi sono disponibili poche applicazioni con questa tipologia di scopo; queste forniscono soltanto informazioni sui valori nutrizionali di determinati prodotti, senza integrare queste ultime con le caratteristiche della persona (età, misure antropometriche, farmaci assunti, patologie ecc.) e senza possibilità di tenere traccia del proprio introito nel lungo periodo per valutare deficit o potenziali variazioni patologiche del microbiota intestinale. Nessuna applicazione utilizza queste informazioni per mettere in contatto la domanda (integratori, alimenti specifici) con l’offerta (azienda farmaceutica e/o agroalimentare). 

L’utente avrebbe un’analisi sartoriale della sua condizione, basata su quello che assume quotidianamente, e potrebbe verificare personalmente gli obiettivi raggiunti. 

Le aziende produttrici di integratori/probiotici e le aziende agroalimentari avrebbero una stima migliore e più rapida di quelli che sono i fabbisogni reali dei potenziali clienti così da poter organizzare più efficacemente la tipologia e la composizione dei prodotti. 

Una migliore gestione delle risorse e un efficientamento dei processi di approvvigionamento, produzione e distribuzione ridurrebbe lo spreco e le emissioni così da rendere questo progetto attento ai temi della sostenibilità. 

Nel lungo periodo l’accumulo di grandi quantità di dati, opportunamente anonimizzati (abitudini alimentari, farmaci, attività fisica ecc.) potrebbe consentire finalmente un’analisi di correlazione tra tipo di dieta e sviluppo di patologie particolarmente impattanti dal punto di vista socioeconomico (Parkinson, Alzheimer, cancro ecc.). Si potrebbe valutare l’impatto di variazioni alimentari sulla traiettoria delle suddette condizioni patologiche per le quali ad oggi non esiste una terapia eziologica e risolutiva.

clab

Il team

Carranza Mellana Camilo Ernesto – Entrepreneurship and Innovation
Colomberotto Nicla – Diritto dell’Economia
D’Angelo Luca – Relazioni Internazionali e Diplomazia
Damiano Francesco Paolo – Medicina Vascolare
Persichini Alessandra – Medicina
Priante Francesca – Economia